Lo Chef

 Lo Chef del ristorante Moi è  Thomas Moi : “Un cibo genuino e sostenibile”.

Lo Chef del ristorante Moi è Thomas Moi: “Un cibo genuino e sostenibile”.

Lo Chef del ristorante Moi è Thomas Moi che, giovanissimo, inizia a lavorare nella cucina della vineria I Tre Bicchieri di Ostia con il Maestro Antonio Chiappini (tra l’altro insegnate della scuola A Tavola con lo Chef). Allo Chef Antonio Chiappini deve molto, innanzitutto la passione e il rigore per il suo lavoro. Thomas Moi continua quindi il suo percorso all’Osteria dell’Orologio di Fiumicino con lo Chef Marco Claroni, altro incontro fondamentale nella sua formazione.

 Michela Ulpiani

Michela Ulpiani

Nel 2011 si trasferisce a Londra per una significativa esperienza all’Apsleys di Heinz Beck dove resta per circa un anno.

Tornato in Italia continua a lavorare in vari ristoranti della Capitale fino a che non decide di aprire un suo spazio. Ad aiutarlo in questa impresa c’è Michela Ulpiani che, forte della sua esperienza pluriennale come direttrice del Ristorante dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, si occupa della direzione e della gestione del Ristorante Moi.

 Alessandro Grillo

Alessandro Grillo

Ad affiancarli in sala c’è Alessandro Grillo che ha già lavorato con Thomas Moi prima a I Tre Bicchieri di Ostia e poi all’Osteria dell’Orologio di Fiumicino. Dopo tre anni passati a Berlino torna a Roma e diventa responsabile di sala del Ristorante Moi.

Lo spazio è stato progettato da Ocra Studio. Materiali, forme e colori sono gli ingredienti che rendono Moi un luogo accogliente e internazionale dove è facile sentirsi a casa. Il locale si distingue per le grandi vetrine che dominano tutto l'ambiente. A incorniciare la vetrata ci sono le due pareti “corte" trattate diversamente: da un parte la parete è in mattoni dal colore caldo tipico del laterizio, dall’altra è in acciaio corten dall'aspetto ruvido.

Di fronte all’ingresso due "feritoie" ricavate all'interno di portelloni in ferro lasciano intravedere il laboratorio di cucina, il focolare del locale.

La sala di 26 posti è caratterizzata da volumi puri in diverse tonalità di grigio a evidenziare le geometrie. L'omogeneità delle finiture viene rotta dall'inserimento di materiali diversi trattati al grezzo: il legno, il ferro, il laterizio. L'illuminazione si divede in due combinazioni, dal lato pass-cucina delle "ampolle" pendono sulla zona accoglienza, la restante parte del locale è servita da cubi realizzati in OSB (oriented strand board) che completano la porzione di controsoffittatura definita dalla sommatoria di parallelepipedi di diversa dimensione e dalle diverse sfumature. 

L'utilizzo di materiali scabri ed essenziali viene mitigato dal calore della luce e dalla scelta di arredi e complementi che donano all’ambiente un’atmosfera confortevole.